Nuovo centro diurno socio riabilitativo _ S. Felice sul Panaro [MO]
Nuovo centro diurno socio riabilitativo _ S. Felice sul Panaro [MO]
Il Centro Diurno socio riabilitativo è una struttura a valenza distrettuale dedicata all’accoglienza di persone adulte affette da disabilità psico-fisica e/o sensoriale di grave entità.
Come spesso accade, almeno nel nostro paese, le catastrofi fungono da acceleratore per i cambiamenti culturali. Dopo il terremoto Abruzzese e soprattutto quello in Emilia Romagna del maggio 2012, le tecniche costruttive in legno ma più in generale quelle off-site, godono di una maggiore considerazione da parte di tutti, non solo da parte degli specialisti del settore. La maggiore propulsione verso questa forma di “innovazione” arriva dai normali cittadini che esprimono una complessa combinazione di esigenze di maggior efficienza in termini di sicurezza, costi energetici ecc.. Ci si trova così di fronte ad una sorta di doppio registro, da un lato un “tam tam” fra le persone che attribuisce a questi sistemi costruttivi poteri taumaturgici per esempio contro il terremoto, dall’altro il know how dell’impresa edile media italiana, la più diffusa sul mercato dei lavori pubblici, che vede nell’utilizzo di questa tecnologia una difficoltà e per tanto esprime un atteggiamento ostile nei confronti di questa opzione o che, in alternativa, ne sottovaluta le peculiarità in termini di lavorazioni specifiche.
Fin dalle prime battute il mandato affidato è stato quello di puntare alla realizzazione di un edificio a basso costo con la più alta efficienza energetica possibile per contenere i costi di gestione e infine di utilizzare una tecnica costruttiva che consentisse tempi certi e veloci di realizzazione. La scelta del sistema strutturale è ricaduta su un sistema stratificato a secco con struttura portante in legno Xlam. Si è dunque immaginato l’utilizzo di una “tecnologia costruttiva a parete piena” da completare in cantiere, laddove necessario, con strati a secco in funzione delle prestazioni ricercate e dell’esposizione più o meno marcata agli agenti atmosferici. Le pareti, realizzate in stabilimento, rappresentano le chiusure verticali portanti e sono caratterizzate da un pacchetto a più strati, l’impianto strutturale è di tipo ibrido ovvero utilizza diversi sistemi combinati tra loro al fine di minimizzare la quantità di materiale necessario, nello specifico ci si riferisce a:
• Pareti perimetrali ed interne con funzione portante: pannello multistrato Xlam incollato con spessore pari rispettivamente a 100 mm e 120 mm.
• Copertura che si configura come sistema “tradizionale” ovvero composto da un’orditura secondaria (correntini) parallela alla linea di massima pendenza e da una principale ortogonale alla prima. Sopra questa è stato posato un tavolato con spessore 20 mm che svolge la funzione di piano rigido ovvero quella di distribuire le azioni orizzontali. Il cemento armato è stato utilizzato solo per la realizzazione delle opere interrate ovvero delle fondazioni mentre l’acciaio è stato necessario per le sole connessioni legno-legno e legno-calcestruzzo. Per quanto riguarda le parti fuori terra la totalità delle azioni (sisma, vento, carichi accidentali, peso proprio, etc..) viene assunto da elementi in legno: non sono presenti altri materiali.
Il paramento esterno delle murature in xlam stato realizzato con pannelli in sughero faccia a vista tipo Corkpan. Il ruolo del sughero è stato quello, oltre di offrire un eccellente comfort termo-acustico agli occupanti, di soddisfare sia i requisiti ambientali che quelli economici, garantendo una durabilità praticamente illimitata, la costanza delle prestazioni coibenti nel tempo e l’assenza di manutenzione della facciata. Tutti questi aspetti concorrono a ridurre i costi di gestione della struttura, liberando risorse per l’erogazione di servizi assistenziali ai disabili.
Il Centro Diurno socio riabilitativo è una struttura a valenza distrettuale dedicata all’accoglienza di persone adulte affette da disabilità psico-fisica e/o sensoriale di grave entità, di norma di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Il progetto ha cercato di sviluppare spazialità atte all'accoglienza di un numero massimo di 25 utenti garantendo una organizzazione degli delle attività e delle prestazioni per gruppi omogenei, in base alle specifiche caratteristiche ed esigenze degli utenti.
L’edificio si compone di tre corpi, con copertura a volta ribassata, accostati in sequenza. Le appendici dei corpi di servizio, dei dispositivi di ingresso o di mediazione con gli spazi aperti sono l’esito dello slittamento in avanti, verso l’esterno, di metà corpo voltato ed hanno rappresentato, in fase di progetto, l’occasione di declinare peculiari dispositivi di relazione interno/esterno facendoli fungere da “regolatori” della privacy degli ospiti rispetto ai passanti.
Nel primo dei tre corpi di fabbrica, quello collocato verso Sud, è contenuta una sequenza di spazi di servizio: Ufficio, Ambulatorio e Spogliatoio Personale intervallati dai servizi igienici di competenza. Sempre in questo primo corpo verso Est è stato previsto l’ingresso con la realizzazione una piccola bussola di mediazione rispetto agli spazi di distribuzione/ accoglienza. Lungo i muri dello spazio di distribuzione con andamento est/ ovest è stata dislocata una serie di nicchie immaginate per allocare gli armadietti/ spogliatoio degli ospiti. Gli altri 2 corpi di fabbrica sono organizzati intorno ad un patio, verso nord, e al loro interno trovano posto tutti i locali ad uso collettivo per le attività di socializzazione: atelier, laboratori, e la zona pranzo. Ambiti e spazi di relazione tra gli stessi sono stati immaginati di dimensioni adeguate alla capacità ricettiva massima della struttura e configurati in modo da garantire la manovra e la rotazione delle carrozzine e degli altri ausili per la deambulazione. I servizi igienici, uno ogni 8 ospiti per un numero complessivo di 3, sono stati progettati e realizzati con una configurazione che li rende accessibili alle persone con disabilità, sono stati inoltre attrezzati con ausili per eseguire all’occorrenza il bagno assistito. I servizi sono stati dislocati, di volta in volta, in relazione agli spazi per le attività collettive e con questi intrattengono una relazione mediata da piccoli ambienti antibagno entro i quali è prevista la collocazione di armadiature opportunamente separate ed atte a fungere da deposito della biancheria sporca e pulita. Gli spazi collettivi previsti verso nord sono rispettivamente destinati a locale per attività psicomotorie, quello verso nordest e ad Atelier “stanza morbida” quello verso nordovest . Il locale per le attività psicomotorie verrà dotato di attrezzature ed ausili e pertanto è stata prevista la realizzazione di uno spazio deposito che, date le generose dimensioni sarà utilizzato anche come locale deposito per le carrozzine. La stanza morbida caratterizzata da una configurazione a pianta circolare e da coppia di bow-window che definiscono oltre alle grandi finestre, 2 spazi/seduta per il riposo degli ospiti.
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